Anatomia Della Pianta Di Cannabis

Senza dubbio, la cannabis rivendica il titolo di una delle piante più belle della Terra, dai suoi scintillanti tricomi ed inconfondibili foglie al suo complesso sistema radicale. Molti coltivatori entrano ripetutamente nelle proprie grow room soltanto per ammirare ciò che sta crescendo davanti a loro.

Sebbene le infiorescenze attirino gran parte dell’attenzione (ed è giusto che sia così), ogni parte di questa complessa specie ha una funzione vitale ed interessante.

RADICI

Le radici sono una parte essenziale dell’anatomia delle piante di cannabis. L’apparato radicale supporta la pianta e la mantiene idratata, ma svolge anche molte altre funzioni complesse e vitali. Le radici della cannabis svolgono numerose funzioni essenziali per la sopravvivenza delle piante. Assorbono l’acqua necessaria per trasportare le sostanze nutritive ed hanno il compito di immagazzinare cibo.

Le radici fungono anche da piattaforma di comunicazione attraverso la quale le piante possono dettare le condizioni del mondo microbico della rizosfera. Le radici non assorbono dal terreno solo le sostanze nutritive in sospensione. Molti nutrienti sono infatti “imprigionati” nella materia organica ed hanno bisogno di organismi benefici (batteri, funghi, vermi) per essere liberati.

Le piante creano zuccheri durante la fotosintesi e molte di queste sostanze chimiche dolci vengono rilasciate dalle radici nella rizosfera. Questi zuccheri attirano i batteri che circolano attorno alla zona radicale. Dopo la loro morte, i batteri rilasciano nutrienti liberi che le radici possono ora assorbire. Le piante scambiano zuccheri anche con i funghi micorrizici, forme di vita capaci di degradare la materia organica.

A quanto pare, le radici delle piante sono in grado di “allevare” le proprie colonie di microrganismi. Incredibile, vero?

Le radici risiedono alla base del gambo. Si estendono nel terreno e formano una fitta rete di radici secondarie e radichette che mantengono le piante al sicuro, idratate e ben nutrite.

Il gambo nasce dalla parte superiore dell’apparato radicale, nota come corona radicale. Questa parte dell’apparato presenta differenze anatomiche rispetto al resto delle radici. A causa del passaggio dal tessuto radicale a quello del gambo, in questa zona il sistema vascolare subisce una variazione. Inoltre, le corone radicali devono essere anche leggermente esposte all’aria per assorbire ossigeno, un altro elemento vitale per la vita delle piante.

I coltivatori si imbattono spesso in problemi legati alle radici al momento di irrigare. Una sovrairrigazione compromette il normale assorbimento di acqua e sostanze nutritive e può causare il marciume radicale. Un’irrigazione insufficiente può invece far morire le piante mentre cercano di trasportare le sostanze nutritive.

Come regola generale, inserite un dito nel terreno per valutare la sua umidità. Innaffiate le piante di cannabis solo quando i primi 3cm di terra sono completamente asciutti.

Le radici delle piante di cannabis tendono ad aggrovigliarsi quando crescono in vasi troppo piccoli (un fenomeno noto come “root bound”). Ciò può portare a carenze nutrizionali e a piante instabili e sottosviluppate. Assicuratevi sempre di trapiantare nei tempi previsti e di aumentare man mano le dimensioni dei vasi.

Le radici non sono sole nel sottosuolo. Condividono la loro casa con milioni di microrganismi. Sebbene alcune di queste creature siano amichevoli, altre possono essere una minaccia. Il Pythium, un patogeno radicale, può attaccare le radici e persino uccidere una pianta intera.

COTILEDONI

Queste piccole foglie sono il primo segno di crescita delle piante di cannabis dopo la germinazione. Spuntano dal terreno come una coppia di foglioline, anche se a volte ne emergono tre. Queste strutture sono le prime ad attivarsi per avviare la fotosintesi e guidano le fasi iniziali di crescita delle giovani plantule.

La prima serie di foglie vere emergerà successivamente dal centro dei cotiledoni. Man mano che la pianta crescerà, i cotiledoni diverranno gialli, moriranno e cadranno sul terreno sottostante.

GAMBO

Il gambo della cannabis funge da supporto fuori dal substrato ed ospita i nodi ed i rami. Questa colonna centrale consente alle piante di cannabis di crescere direttamente verso l’alto, mentre i rami si estendono lateralmente.

Il gambo conferisce struttura e forma alla pianta. Offre supporto ai rami da cui si sviluppano le foglie, consentendo loro di svolgere la fotosintesi. Il gambo contiene anche lo xilema, tessuto in cui scorre l’acqua che partendo dalle radici viene distribuita in tutte le aree della pianta.

Il gambo della cannabis è solido e robusto. Cresce direttamente verso l’alto e può diventare piuttosto grande. Alcune delle varietà sativa più grandi possono sviluppare un gambo talmente lungo e duro da assomigliare più al legno che al tessuto tenero di una pianta.

RAMI

Senza rami, le piante di cannabis sarebbero essenzialmente dei lunghi stecchi. Sono infatti i rami a formare la fitta chioma da cui si svilupperanno le infiorescenze cariche di resina.

I rami svolgono un ruolo di supporto, sporgendo dal gambo principale e dando struttura alle foglie affinché possano condurre la loro fotosintesi, si estendono lungo tutto il gambo principale, iniziando vicino alla base della pianta fino alle parti apicali; contengono lo xilema e trasportano acqua e nutrienti verso le foglie e le cime.

NODI ED INTERNODI

I nodi sono i punti in cui i rami incontrano altri rami o il gambo principale. Le infiorescenze di cannabis si formano in questi importanti siti anatomici. La porzione di ramo tra un nodo e l’altro viene chiamata internodo.

FOGLIE A VENTAGLIO

Queste foglie di grandi dimensioni aiutano le piante a produrre quanta più energia possibile e, allo stesso tempo, permettono loro di respirare.

Le foglie a ventaglio sono la tipologia di foglia più grande tra quelle presenti su una pianta di cannabis. Queste strutture sono facili da riconoscere e sono la forza motrice dietro la fotosintesi. Possiedono anche piccole aperture note come stomi che contribuiscono alla traspirazione e all’assimilazione di CO₂. Le foglie a ventaglio crescono lungo tutti i rami che fuoriescono dal gambo principale.

Le foglie a ventaglio differiscono a seconda della morfologia di una particolare varietà. Quelle a predominanza sativa tendono ad avere foglie a ventaglio con nove dita sottili. Le foglie delle indica, invece, presentano normalmente sette dita molto più larghe. Le piante ruderalis presentano foglie a ventaglio piccole con solo cinque dita, due delle quali sono molto più piccole (quelle più vicine al peduncolo della foglia).

I coltivatori esperti sanno come leggere sulle foglie a ventaglio lo stato di salute delle loro piante. Lo scolorimento, l’avvizzimento o l’arricciamento possono mandare ai coltivatori un chiaro messaggio di quali sostanze nutritive mancano o se la pianta sta ricevendo troppa o troppa poca acqua.

FOGLIOLINE RESINOSE

Se vi fermate a fissare le vostre infiorescenze, vi accorgerete che sono circondate da piccole foglie appuntite. Queste sono le foglioline resinose. Sebbene piccole, sono importanti tanto quanto le loro controparti più grandi.

Come pannelli solari biologici, anche le foglioline resinose effettuano la fotosintesi. Crescono attorno ai fiori maturi e fungono da protezione grazie alla loro abbondanza di tricomi che proteggono la pianta e contengono cannabinoidi e terpeni in grado di allontanare i potenziali predatori. Le foglioline resinose sono appuntite e lunghe, con una forma simile ad una punta di lancia.

Le foglioline resinose prendono il nome dallo strato di cristalli di resina che riveste la loro superficie. I responsabili di questo aspetto così scintillante sono i tricomi, ghiandole che producono livelli impressionanti di cannabinoidi (non in concentrazioni così elevate come nelle cime, ma comunque superiori a qualsiasi altra parte della pianta).

FIORI

I fiori di cannabis possiedono tutti i fitochimici a cui puntano tutti i coltivatori, dai cannabinoidi ai terpeni.

I fiori di cannabis sono gli organi riproduttivi delle piante femmina. Possiedono una struttura che, se fecondata dal polline, inizia a formare i semi. I fiori di cannabis crescono dai nodi di rami e gambi.

Certo, non tutte le piante sono di sesso femminile. Le piante maschio non producono fiori, bensì sacche polliniche che aprendosi disperdono nell’aria il loro polline. Quando questa sostanza si deposita sui fiori delle piante femmina, avviene la fecondazione ed iniziano a formarsi i semi.

Sebbene le piante di cannabis possano essere o di sesso femminile o di sesso maschile, a volte alcuni esemplari sviluppano gli organi riproduttivi sia maschili che femminili. Ciò può accadere a causa dello stress ambientale o della genetica. Queste piante sono conosciute come ermafroditi.

CALICI

Le cime di cannabis sembrano delle unità complete a sé stanti, ma in realtà sono costituite da molte parti di piccole dimensioni, inclusi i calici.

Questa struttura a forma di lacrima protegge gli organi riproduttivi dei fiori femminili. Poggia sulla base del fiore e si ingrossa man mano che i fiori iniziano a maturare. Inizialmente li vedrete comparire come pre-fiori pochi giorni prima dell’inizio della fase di fioritura. I calici si formano all’altezza dei nodi quando le piante passano dalla fase vegetativa a quella di fioritura.

PISTILLI E STIMMI

Anche pistilli e stigmi sono contenuti nelle microstrutture che compongono gli organi riproduttivi femminili dei fiori della pianta di cannabis.

I pistilli sono un apparato sessuale dei fiori di cannabis caratterizzato da un singolo ovulo racchiuso da bratteole e brattee e due strutture simili a peli che crescono sulla punta e sono chiamate stigmi. I pistilli sono l’apparato sessuale dei fiori femminili, composto da un singolo ovulo da cui sporgono due stimmi.

Gli stigmi sono strutture simili a peletti che sporgono dal calice, completamente esposti all’aria. Si ergono dritti e forti nella speranza di ricevere qualche particella di polline dall’aria circostante.

I coltivatori possono guardare il colore dei pistilli per accertare lo stadio di maturazione delle loro piante di cannabis. I fiori più giovani possiedono peli bianchi e leggermente verdastri, che diventano di color arancione intenso, marrone o rosso quando le cime sono pronte per essere raccolte.

Potete eventualmente ispezionare i pistilli per verificare se un maschio ha impollinato la vostra pianta. Per farlo, utilizzate un paio di pinzette e rimuovete delicatamente la brattea alla base della struttura.

TRICOMI

I tricomi sono ciò che rende la cannabis così unica. Queste ghiandole producono tutti i fitochimici che hanno portato la coltivazione di questa pianta in quasi tutti i Paesi del mondo.

I tricomi sono piccole ghiandole a forma di fungo che occupano la superficie dei fiori e delle foglie di cannabis. Producono una resina ricca di cannabinoidi, terpeni e flavonoidi. In natura, le piante producono questi metaboliti secondari per proteggersi da parassiti e calore eccessivo. La resina aiuta anche il polline ad attaccarsi ai fiori.

Oltre a segnalare quanto diventerà matura una cima, i tricomi aiutano anche i coltivatori a determinare il momento migliore per raccogliere. I tricomi trasparenti mostrano che i fiori sono ancora giovani e prematuri. Nel tempo, svilupperanno un aspetto opaco e lattiginoso. Quando saranno per lo più lattiginosi, con pochi di un colore più ambrato, sarà tempo di raccogliere.

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